Museo Civico Archeologico di ChiancianoTerme

Indirizzo: Via Dante, 80
53042 Chianciano Terme
Telefono e Fax 057830471 e 0578652305 (Ufficio Cultura del Comune)

Periodi di apertura

  • Da Pasqua ad Ottobre dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00;
  • Da Novembre a Pasqua, sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00;
  • Chiuso il lunedì.

Biglietteria

  • Intero Euro 5,00;
  • Ridotto (ultrasessantacinquenni) Euro 4,00;
  • Ridotto (gruppi minimo 20 persone) Euro 2,50;
  • Le scuole usufruiscono del biglietto ridotto e di un accompagnatore gratuito su richiesta.

Servizi offerti al pubblico

  • Aperto su prenotazione oltre l’orario per gruppi minimo 20 persone;
  • Visite guidate ad un tomba etrusca con soffitto dipinto (V secolo a.C.) e ad una fattoria etrusca del II secolo a.C. (per la visita è gradita la prenotazione).

Il Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme è ospitato in un edificio del XIX secolo ubicato all’inizio di Via Dante, nei pressi del centro storico.
È stato aperto al pubblico nel 1997 e raccoglie numerosi materiali archeologici rinvenuti nel territorio comunale a seguito di sistematiche ricerche. L’esposizione è articolata in sezioni topografiche: il mondo dei morti; i santuari, le abitazioni, le terme in età romana. I materiali sono presentati per contesti all’interno di ricostruzioni. All’inizio del percorso è collocata una grande tomba del VII secolo a.C. appartenuta ad un “principe” etrusco morto verso il 620-610 a.C., deposto entro un ossuario di bronzo coperto da un testa di legno recante applicata una maschera d’oro. Il ricchissimo corredo comprende un tavolo di bronzo finemente decorato con animali di gusto orientalizzante, sontuosamente imbandito con calici di diversa forma anch’essi di bronzo.
Il resto del corredo funebre è costituito da servizi per bere di bucchero e strumenti per la cottura delle carni.
Nella stessa sala sono esposti altri ricchi corredi databili al VII VI e V secolo a.C. comprendenti vasi di bucchero decorati a cilindretto, ceramiche etrusco corinzie, vasellame attico figurato e numerosi oggetti di bronzo.
L’esposizione prosegue con altri corredi funerari scavati in località Morelli, tra cui si segnala quello dalla tomba 4 con ricca suppellettile di bronzo ed urne che riproducono le case etrusche, finemente dipinte. Anche nel piano inferiore sono esposte testimonianze del mondo dei morti: un gran numero di sepolture da Tolle con ossuari canopici, dalle enigmatiche teste e le caratteristiche capigliature; ceramiche figurate etrusche e attiche.
Particolarmente affascinante l’esposizione della tomba 20 scavata nella necropoli della Pedata che ha restituito buccheri con decorazione dipinta in rosso e una coppa con il motto in greco “salute e bevi”.
Nella stessa sala sono esposte anche alcune sculture etrusche tra cui una monumentale lastra con figure di animali reali e fantastici di gusto orientalizzante. Sempre dalla Pedata sono visibili urne di alabastro della famiglia dei Nachrni con ricco corredo di bronzi.
La visita prosegue nell’antiquarium del museo in cui sono presentate le collezioni facenti parte della raccolta comunale, tra queste particolarmente ricca quella donata dalla famiglia Terrosi, costituita da ceramiche attiche, bronzi e oreficerie.
Al primo piano del museo è ospitata la sezione dedicata ai santuari, ivi è collocato un monumentale frontone di terracotta, che ornava un edificio sacro ubicato presso la valle dell’Astrone, a breve distanza dalla sorgente dei Fucoli, dedicato ad una divinità salutare sconosciuta. Oltre ai resti della decorazione architettonica sono stati rinvenuti un grande lampadario di bronzo e strumenti per il sacrificio, come una grande ascia in ferro, utilizzata per immolare animali e umani.
Nella sala attigua sono i resti di una grande biga di bronzo e frammenti di statue rinvenuti nel 1867 in località Sillene, nei pressi della omonima sorgente, dove nel V sec. a.C. venne edificato un grande tempio dedicato a Selene-Luna-Diana divinità salvifica, protettrice della vegetazione. Ad età ellenistica (III-II secolo a.C.) sono riferibili i resti di una fattoria scoperta in località Poggio Bacherina, di cui sono stati ricostruiti nel museo alcuni ambienti. Uno di questi era destinato alla lavorazione del vino e l’altro alla sua conservazione ed offrono una significativa testimonianza dell’attività agricola e delle strutture agraria che costellavano il paesaggio etrusco tra il III e il I secolo a.C.
L’ultima sezione è dedicata ai lussuosi edifici termali di età romana rinvenuti presso Mezzomiglio, dove secondo l’opinione degli scavatori della missione americana dell’Università di Tucson, sarebbero da riconoscersi con quelli frequentati dal Orazio per curare le sue malattie su consiglio del medico Antonio Musa, celebre per aver guarito l’imperatore Augusto.
Nella stessa sala sono esposti oggetti romani dalla grande cisterna della Camerelle, tra cui si segnalano due valvole di bronzo di dimensioni diverse che alimentavano un acquedotto e una fontana in marmo orientale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *