Il Museo Etrusco di Chianciano Terme

Il Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme è una tappa obbligata per tutti coloro che amano la storia, l’arte e la cultura: è infatti una splendida testimonianza del passato di questo territorio, con tanti reperti di origine etrusca e un lungo viaggio che ripercorre gli ultimi secoli di Chianciano Terme e dintorni. Questo era un territorio dell’Etruria settentrionale, molto fertile e popolato: la Valdichiana è costellata di centri della civiltà etrusca che ci hanno lasciato numerosi reperti e molte tombe ben conservate.

Chianciano si sviluppò principalmente grazie alle sue sorgenti, tanto che la località già nel V secolo a.C. era sede di un culto di Apollo, a cui si affiancò quello di Diana-Sillene. Nelle numerose tombe scoperte nelle colline circostanti la cittadina sono stati ritrovati vasi di bucchero, ceramiche importante della Grecia e statue cinerarie in pietra fetida. I reperti della civiltà etrusca che dominava l’area sono ben conservati all’interno del Museo Civico, che può essere visitato tutti i giorni tranne il lunedì a questi orari.

La visita del Museo Etrusco

Il Museo Civico Archeologico delle Acque si trova all’inizio di Via Dante e presenta una completa esposizione sulla civiltà etrusca, organizzata per sezioni tematiche che illustrano tutti gli aspetti della vita e della morte degli antichi abitanti di queste terre.

Il piano terra ospita la suggestiva ricostruzione a grandezza naturale della camera sepolcrale di una delle tombe più ricche rinvenute nel territorio di Chianciano Terme; si tratta sicuramente di una tomba principesca, databile al VII sec. a.C. rinvenuta nelle vicinanze della cittadina.  Inoltre è esposta una tomba di due secoli più recente a sepoltura multipla, dove è possibile ammirare i cinerari a forma di casa in pietra fetida dove venivano riposte le ceneri del defunto.

Nel piano interrato si trova una camera circolare detta “l’oliera”, in cui veniva conservato l’olio. Vi sono inoltre esposti i materiali provenienti dalla Necropoli della Pedata del V sec. a.C. e la statua cinerario della dea alata Vanth. Proseguendo verso le cantine dell’edificio, le gallerie scavate nella sabbia della collina si abbinano perfettamente alle ricostruzioni delle tombe del VII sec. a.C. rinvenuta nella Necropoli della Foce. Al termine spicca l’imponente figura della Mater Matuta che introduce all’esposizione permanente sulla figura della donna nella società etrusca.

Il primo piano è dedicato al regno della sacralità etrusca: vi sono infatti conservati i resti di un santuario del IV sec. a.C. recuperato in prossimità della sorgente Sillene, e la ricostruzione di un frontone templare con le statue e i fregi rinvenuti presso la sorgente termale dei Fucoli. Sempre in questo piano è presente la ricostruzione di alcuni ambienti di una fattoria etrusca, in cui sono stati ritrovati anche gli strumenti per la produzione del vino.

Infine il secondo piano ospita la sezione sul simposio etrusco: è stata ricostruita una sala del banchetto con i triclini, gli oggetti rituali e tutti gli accessori necessari a consumare il pasto. Inoltre vi sono esposti i reperti provenienti dagli scavi di un complesso termale di epoca romana, dove il poeta Orazio veniva a curarsi con le acque di Chianciano Terme.

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